Comunemente chiamati "grassi", i lipidi comprendono una grande varietà di molecole, accomunate dalla caratteristica di essere insolubili in acqua ma solubili nei solventi organici (es. acetone, etere, cloroformio). Possono essere solidi o liquidi a temperatura ambiente a seconda della grandezza della molecola e dei doppi legami.
Possono essere di origine vegetale (es. olio di oliva, olio di semi) o di origine animale. Sono presenti nella dieta in forma visibile di colore bianco giallastro o in forma invisibile come nei formaggi, nel latte, nel tuorlo dell’uovo, nei pesci, nelle noci, nei cibi lavorati, nel cioccolato, nella panna, ecc. Quelli invisibili possono essere difficilmente eliminati se non evitando di mangiare i cibi che li contengono. Esistono tuttavia procedimenti speciali per l’eliminazione dei lipidi invisibili dai latticini. Quelli visibili possono essere facilmente asportati come per le carni e i salumi.
I lipidi più importanti dal punto di vista dell'alimentazione umana sono i trigliceridi, i fosfolipidi e il colesterolo. Circolano nel sangue legati alle lipoproteine. I trigliceridi sono contenuti nelle cellule del tessuto adiposo, gli adipociti, per costituire il serbatoio dell’energia di cui l’uomo ha bisogno per compiere le sue funzioni vitali. Il peso del tessuto adiposo di un uomo di 70 kg è di 11 kg.
I lipidi assolvono nell'organismo umano molte ed importanti funzioni.
Conferiscono appetibilità ai cibi e costituiscono le basi fondamentali della gastronomia tradizionale.
Il lipidi alimentari necessitano di un processo di digestione costituito da due fasi: una di natura fisica e l'altra di natura chimica. I fattori fisici si rendono necessari in quanto i lipidi sono insolubili in acqua e quindi non si possono sciogliere nel succo intestinale per essere attaccati dagli enzimi. Quindi i lipidi vengono ridotti a particelle di dimensioni comprese tra 0.5 e 1 micrometro (1/1000 di millimetro) grazie alle proprietà tensioattive dei sali biliari prodotti dal fegato, che formano una emulsione con i lipidi alimentari favorendo la formazione delle piccole particelle.
A questo punto i lipidi possono essere attaccati dai tre enzimi pancreatici, che realizzano la fase chimica della digestione. L'enzima più importante è la lipasi pancreatica, che scinde i trigliceridi in glicerolo e acidi grassi liberi.
Gli acidi grassi quindi possono essere assorbiti per semplice diffusione e, trasformati nuovamente in trigliceridi nella parete intestinale, sono trasporportati ai tessuti dal sangue per mezzo delle lipoproteine. Queste trasformazioni si rendono necessarie per il fatto che i lipidi sono insolubili in acqua (e quindi nel sangue), e hanno bisogno di un "mezzo di trasporto", costituito appunto da molecole proteiche come le lipoproteine.
Sono formati da una molecola di glicerolo che si unisce a tre molecole di acidi grassi. Gli acidi grassi sono caratterizzati dalla diversità di lunghezza della catena di atomi di carbonio, fino a 20 atomi e dalla presenza di doppi legami tra gli atomi di carbonio delle catene.
In base a queste caratteristiche chimiche gli acidi grassi si dividono in:
- saturi (privi di doppi legami: butirrico, palmitico, stearico)
- monoinsaturi (con un solo doppio legame: oleico)
- polinsaturi (con due o più doppi legami: acido linoleico, linolenico e arachidonico)
La lunghezza della catena degli acidi grassi ed il rapporto saturi-insaturi presenti in un grasso ne influenzano lo "stato fisico". Ha particolare importanza il punto di fusione in base al quale si distinguono i lipidi propriamente detti, solidi a temperatura ambiente e caratterizzati da una prevalenza di acidi grassi saturi, e gli oli, liquidi a temperatura ambiente, caratterizzati da una prevalenza di acidi grassi insaturi.
Esistono acidi grassi essenziali che devono cioè essere introdotti con l'alimentazione perché l’organismo non è in grado di formare i doppi legami. Gli acidi grassi essenziali (linoleico e linolenico) possono essere convertiti nell'organismo in altri acidi grassi polinsaturi definiti essenziali di derivazione, indispensabili per la biosintesi di sostanze (prostaglandine, prostacicline, trombossani e leucotrieni), attive in molte importanti funzioni corporee tra cui la contrazione della muscolatura liscia (intestinale), l'aggregazione piastrinica, la risposta infiammatoria, ecc. Inoltre hanno un effetto protettivo cardiovascolare perché riducono il colesterolo. Gli acidi grassi essenziali della serie ω3 agiscono anche abbassando i livelli dei trigliceridi.
Sono formati da una complessa molecola che contiene fosforo e da acidi grassi. Sono componenti fondamentali delle membrane cellulari e dei complessi lipoproteici coinvolti nell'assorbimento e nel trasporto dei lipidi.
È una molecola complessa e particolare in quanto contemporaneamente utile e dannosa se presente in quantità eccessiva nel sangue e nei tessuti. Oltre ad essere introdotto con gli alimenti di origine animale (colesterolo esogeno) il colesterolo viene sintetizzato a livello epatico (colesterolo endogeno). Svolge nell'organismo molteplici funzioni: oltre ad essere un componente essenziale delle membrane strutturali, le pareti delle cellule, è necessario alla sintesi di vari composti (acidi biliari, ormoni surrenalici, androgeni, estrogeni e progesterone) ed è inoltre il precursore della vitamina D.
Quando il livelli della colesterolemia superano i 200 mg % comincia ad aumentare il rischio cardiovascolare perché il colesterolo si deposita nelle pareti delle arterie con la formazione di placche che ne ostruiscono il lume. I livelli della colesterolemia sono influenzati, oltre che dal colesterolo presente negli alimenti, anche e soprattutto dai grassi saturi (che lo fanno aumentare) e dai grassi monoinsaturi e polinsaturi (che lo fanno diminuire).
Poiché i lipidi hanno la caratteristica di essere insolubili in ambienti acquosi, per essere trasportati nell'organismo necessitano di proteine che fungono da veicoli di trasporto, le lipoproteine che contengono infatti trigliceridi, colesterolo, fosfolipidi e apoproteine. Vengono classificate comunemente in base alle loro proprietà chimiche in:
- Chilomicroni. Si formano nella parete dell’intestino durante il processo dell’assorbimento intestinale dei lipidi e servono per il loro trasporto al fegato attraverso il sangue. I lipidi vengono in parte immagazzinati nelle cellule epatiche e in parte partecipano alla formazione di altre lipoproteine per essere trasportati agli organi periferici.
- HDL (lipoproteine ad alta densità). Sono prodotte a livello epatico e dell’intestino. Il colesterolo di queste lipoproteine è chiamato “colesterolo buono” perché esse rimuovono il colesterolo dalla parete delle arterie e lo riportano, attraverso la circolazione, al fegato dove viene usato per la formazione della bile.
- LDL (lipoproteine a bassa densità) e VLDL (lipoproteine a densità molto bassa) contengono una maggiore percentuale di lipidi e di colesterolo e una minore quantità di proteine. Le lipoproteine LDL hanno un'affinità per le cellule che rivestono la parete interna delle arterie (endotelio) e liberano il colesterolo, chiamato “cattivo” perché partecipa al processo di formazione della placca che restringe del lume del vaso.
Il processo di idrogenazione dei grassi insaturi vegetali, che sono liquidi, sta alla base della produzione delle margarine per ottenere la consistenza solida del burro. Pertanto, pur partendo da lipidi ricchi di polinsaturi, dopo l’idrogenazione vengono eliminati i doppi legami e i lipidi diventano saturi, quindi solidi ma dannosi perché saturi e responsabili dell’ipercolesterolemia.

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Giulietta Tarrini
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